Rispolverare i classici: tre poesie di William Blake

C’è un sorriso d’amore
E c’è un sorriso della seduzione,
Un sorriso c’è dei sorrisi
Dove s’incontrano quei due sorrisi-

C’è un aggrottamento dell’odio
E c’è un aggrottamento di disdegno
Ed un aggrottamento c’è degli aggrottamenti
Di cui invano pensate di scordarvi-

Poichè a fondo nel profondo del cuore penetra,
E affonda nelle midolla delle ossa-
E mai nessun sorriso fu sorriso,
Ma solo quel sorriso solo,

Sorriso che dalla culla alla fossa
Sorridere si può una volta sola,
Quando è sorriso,
Ha fine ogni miseria.

LA PRESENZA DI ÈRATO

220px-William_Blake_by_Thomas_PhillipsWilliam Blake nacque nel 1757 a Londra. Poeta, pittore e incisore, fu attratto con uguale intensità dalla poesia e dalla pittura. Frequentò una scuola di disegno e, in seguito, la bottega dell’incisore J. Basire. Aiutato da alcuni amici, pubblicò nel 1783 il suo primo volume di poesie, Poetical Sketches(Bozzetti poetici). E’ del 1789 la raccolta Songs of Innocence (Canti dell’innocenza) e, nel 1794, pubblica Songs of Experience(Canti dell’esperienza), che contiene la poesia più celebre, The Tyger (La tigre). La luce interiore fu la vera forza ispiratrice di Blake che lo rendeva un veggente. Sosteneva di avere visioni degli angeli e di Dio e di essere visitato dalle anime dei grandi poeti del passato (Omero, Virgilio, Dante…). Per lui l’immaginazione era una percezione soprasensoriale che metteva il poeta in contatto diretto con l’Essere supremo. Il suo voleva essere un messaggio nuovo: il trionfo dell’istinto e della libertà sulla morale…

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