Georg Büchner e Jean-Luc Godard

“.. Ho studiato la storia della Rivoluzione francese. Mi sono sentito come annientato sotto il peso dell’orrendo fatalismo della storia. Trovo che vi è nella natura dell’uomo un’atroce uniformità nei rapporti umani, un’ineluttabile violenza, di cui sono forniti tutti e nessuno. Il singolo: pura schiuma sull’onda; la grandezza: nient’altro che un caso; il prepotere del genio: un teatro di burattini, una lotta risibile contro una legge ferrea: riconoscere tutto questo è il massimo, dominarlo è impossibile. Non mi passa più neppure per la testa di inchinarmi dinanzi ai destrieri da parata e alle cariatidi della storia. Ho assuefatto al sangue il mio sguardo. Ma io non sono la lama di una ghigliottina. La necessità è una delle formule della dannazione con cui l’uomo è stato tenuto a battesimo. La frase: occorre che lo scandalo avvenga, ma guai a colui per mezzo del quale lo scandalo avviene – è orripilante. Che cos’è che in noi mentisce, uccide, depreda? Non voglio prolungare oltre questo pensiero.”

da una lettera di Büchner alla fidanzata,
novembre 1933

godardtroisdesastres
Les Trois Désastres – Jean-Luc Godard