vista dalla finestra verso sera

scrivere per immagini

Me la tenevo come la mia vita. Cioè, con una certa trasandatezza.
Lasciavo che si impolverasse, anche per giorni; poi, improvvisamente:
come stelle.
Sfiorate quasi a vista d’occhio destro. Senz’altro un modello ossessivo.
Se capita, recupero brandelli
con tutta l’inceretezza delle dita per ovviare questa desuetudine.
Altre la tagliuzzavo. Mi piaceva la storia dei brandelli:
recuperare afferma sicurezza.
Giorni di pioggia spesso: si bagnava. Confortante la sera
asciugare le mie sbiaditure: ha senso di conferma.

Accudire accadere: non succede mai niente.
Spiegazzare, anche.
Identico risultato. Circoscrivere è facilissimo: riduce.
Succede di continuo.
Ah, ricordi, ricordi… dovrò ripulire moltissimo.

Notte diffonde notte ed io m’adeguo.
Se la finestra è aperta: confusione. Un desolato senso di violare.
Quindi ti guardo ancora: sei svestita.
Ah se ti amassi quanto ti ho già amata
ma non l’amore.

Dirimerò le tue mancanze tra parole crociate, se
almeno traversasse: breve luna
Come quei saturnali di passaggio.

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