Questa volta parliamo di vento: riflessioni su letteratura e “sistema” attraverso la pagina di Arno Schmidt(conclusione)

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Vento

Nelle notti di brughiera, ai margini della palude e dei suoi occhi: Schmidt.

“Un albero si piegò nel luogo deserto; gli si rivoltarono tutte le foglie; uccelli neri uscirono dai rami e urlarono; al cielo, che zampillava uniforme. Stava sempre al mio fianco, muta ed eumenide abbastanza; passi da uomo, dalle tasche della cerata sporgevano braccia oblique, nel viso di cuoio rosso una fessura schiaccianoci ghermiva ogni tanto il suo intruglio pioggia & lacrime: “Pocahontas –“ si volse lentamente e pianse impassibile più forte: – – finché di botto le crollò l’intero viso, in gonfiori, in angoli rossi, ellissi auricolari, l’asse per lavare della fronte – poi si strappò di traverso, con un suono corvino, che scosso poggiai la tragica maschera alla guancia, premei, cullai, ancora il suo lamento faceva voltigare grebbi neri attorno alle nostre teste: “Cara Pocahontas!”. Un segnavia ci barcollò legnoso incontro, allargò ruffiano tre braccia…

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