Everything is Sculpture – Joseph Beuys

 Mi capitano continuamente cose come questa. Me ne e’ successa una poco tempo fa: stranamente, ogni mattina al risveglio, quando restavo steso per qualche minuto, mi venivano in mente sempre tre parole. Dopo una settimana che la cosa si ripeteva, annotai le parola accanto al letto. La prima era Jupiter, che mi venne semplicemente in testa. La seconda era fegato [Leber] e la terza usher. Usher è una parola inglese. Queste tre parole mi ronzavano nella testa, come forme sonore, e pensai: è interessante, devo scriverle. Così le scrissi. Dopo averle segnate su un pezzo di carta ho raccontato a delle persone che ultimamente quest’immagine dei tre concetti mi tormentava, mi perseguitava. Poi, una delle persone a cui l’avevo raccontato ha detto: “interessante”; quindi l’altro giorno è venuto a trovarmi riferendo di aver scoperto qualcosa di molto interessante. “Usher significa usciere, in genere stanno in coppia davanti a una porta e accolgono le persone che arrivano alle celebrazioni o ad altre cerimonie”. Allora ho annunciato che anch’io avevo scoperto qualcosa di altrettanto interessante: esiste un cosiddetto “Fegato di Piacenza”, una scultura – non si sa se etrusca o romana – in cui mi ero imbattuto per caso.

   

Fegato di Piacenza, I-II sec. a.C,
 

Mi sono rivolto a degli archeologi per avere maggiori dettagli. L’altra persona ha aggiunto: “Sopra c’è scritto Jupiter, e ci sono due guardiani della soglia. Non c’è praticamente nient’altro. Ci sono solo queste strane incisioni graffiate, che sembrano indicazioni anatomiche, tavole numeriche”. “Sì”, gli ho risposto. “È così, è proprio così: Jupiter, una coppia di guardiani e il fegato”. E la cosa mi assillava.
Per ora, non so altro. Ma di sicuro è qualcosa d’interessante: una serie di indizi singolare, una matrice d’idee. Non è mia consuetudine interessarmi a cose simili, di conseguenza non intendo saltare a conclusioni dicendo che ne uscirà senz’altro qualcosa. No, lascerò prima che si sedimenti, s’introduca in me. Di solito la prima reazione di fronte a cose del genere è dire: “Okay, uscieri: cosa sono gli uscieri? Sono persone che stanno davanti a una certa soglia dalla quale lasciano entrare o uscire qualcosa. Allora è evidente che il simbolo usciere e guardiano non è che il confine per una situazione di transito, in cui le cose passano da uno stato a un altro”. Per me questo è un tema fondamentale. “E il Fegato, se interpretato semplicemente, non è che la vita poiché la parola fegato [Leber] viene da vivere [Leben]; nel Medioevo era ancora considerato l’organo vitale principale. Jupiter è senza dubbio la rappresentazione delle cose che non si trovano fisicamente qui, in questa dimensione, bensì al di là della soglia. Allora, dall’immagine si evince che gli uscieri (o guardiani) stanno nel mezzo, il fegato è la vita e dall’altra parte c’è qualcosa connesso alla vita. Ovviamente, l’interpretazione non può essere così semplicistica, ma le figure significative corrispondenti sono queste. [..]
Dopo averci riflettuto con attenzione, ormai ho capito; adesso è chiaro. Ci siamo spostati dagli attributi formali per arrivare alla designazione di particolari costellazioni di forze, in cui Jupiter è qualcosa di molto specifico e il transito è qualcosa di molto specifico, ecc. E quando si dice “fegato” in riferimento a un certo organo, si tratta di un’entità differente dal cuore. Così si arriva a costellazioni assolutamente differenti, create da forze provenienti da direzioni diverse, eppure, alla fine, unite in un’unica trama. Tuttavia, tra loro sono differenti come la Luna e Saturno, o la Terra e le stelle, ecc.
Allora è evidente che abbiamo intrapreso un ragionamento scultoreo sulla modellazione delle forme, sulle diverse rappresentazioni dei vari impulsi formali. Questo ragionamento ha ovviamente un’importanza enorme per la scultura, l’arte e l’umanità in generale, al fine di comprendere le ragioni perchè un fegato è un fegato e non un cuore; perchè un cervello è un cervello e non una vescica. E se si agisse e costruisse seguendo tali ragioni, allora per la prima volta nella Storia parleremmo di ecologia. Di conseguenza, se ci si rifacesse a tali risorse oggettive – impiego ora il concetto di “risorse” in senso ampio, per includere gli enti spirituali – ci sarebbe inoltre la possibilità d’organizzare per la prima volta la società in modo tale che ogni cosa risulti in accordo, in armonia con tutte le altre.
E poi c’è il fattore tempo, ovviamente. Il fattore tempo ha sempre la massima importanza, perchè la serie di circostanze, la costellazione di forze di oggi è diversa da quella di domani. [..]
Beh, mettiamola così: è tutto interessante per la scultura. Mi piace sentire storie come questa, perchè sono stimoli per il mio lavoro. E quando non c’è più modo di evitare che questi stimoli s’intensifichino, allora gli do una forma. Non produco di continuo. deve esserci un certo livello d’intensità, altrimenti non c’è la faccio, meglio lasciar perdere. [..]

da Conversazioni con Beuys, a cura di Volker Harlan, in “Cosa è l’arte”.  

 

Scala libera – Joseph Beuys
  
Scala napoletana – Joseph Beuys
 

Compresi che la scultura è fatta di forze, e ha delle componenti molto importanti. È solo quando acquisti piena consapevolezza di queste componenti che sai giudicare o stabilire dove collocare la scultura o individuare, diciamo, dove essa si manifesti nell’insieme delle cose. Se tenda più verso il polo del caos, [..], ovvero dove mostra caratteristiche caotiche in tutto il suo campo vitale; dove possiede il potenziale caotico, indeterminato, di una risorsa semplice.
Era evidente, allora, che esisteva un polo totalmente indeterminato e un altro determinato o perfino sovradeterminato. Perché – come abbiamo visto – l’angolo retto è emblematico della cultura contemporanea; ogni cosa è ad angolo retto, cruciforme: il principio cristallino, in altre parole. Un polo è determinato e l’altro indeterminato; e tra di loro c’è movimento, il principio del moto. Ciò significa che se si trasmette qualcosa da qui a lì, l’unica cosa che conta è a la distanza a cui viene fermata tra un polo e l’altro. Se ti limiti a spostarla un po’ da un polo lungo lo spettro, manterrà molte caratteristiche d’indeterminazione. Una volta in mezzo, assumerà differenti caratteristiche di equilibrio armonico tra le forze inerenti la sostanza. Quindi il principio della forma porta il tutto abbastanza lontano perché ogni cosa sia in uno stato armonioso; senza che divenga un principio della forma intellettuale, esagerato.

Dunque: determinazione – movimento – indeterminazione. Ciò rispecchia perfettamente l’essere umano; rispecchia la volontà subconscia, che è caotica finché non viene sottomessa al principio della forma. Rispecchia anche l’organo intermedio di movimento equilibrante, della circolazione cardiovascolare, della respirazione, ecc. Quindi, come vedi, una cosa semplice eppure decisiva, da cui sono nate tutte le altre.

..

L’inventore della macchina a vapore – Joseph Beuys

Protect the Flame
Because, if one does non protect the Flame [..]
The wind easily extinguishes the light,
Which he kindled.
Break then you
All pitiful heart,
Dumb from pain.

di Wilhelm Lehmbruck, scultore, ringraziato da Beuys nel suo ultimo discorso pubblico.