da Il sasso appeso – Nanni Balestrini

Ma dove stiamo andando col mal di testa la guerra e senza
[soldi?
oltre il tergicristallo ronzante? denotando una reale
e comune volontà di riscatto? che sciocchezze!
(né la folla
di sghimbescio parve notare, tutti compresi nei loro piedi).

Ora comunque allunga le gambe o accavallale
[bianche,
sbadiglia, guarda nel vetro la paglia che brucia, il fiume
se scorre verdescuro, pensa a qualcosa,
conta i paracarri, fa’ qualcosa:

non c’è pericolo che non arriviamo, pazienti godiamoci il
[viaggio,
godiamoci, non c’è pericolo se ci perdiamo, tanto non si
[viaggia,
(il profilo di un paziente su un carrello attraversando la
[carestia),
tanto non si arriva, arriveremo: all’ameba, alla mecca, alla
[mela,
dietro gli uccelli in fuga bassi dalla città minata, dal maltempo.

LIETO FINE: cresce (sul concetto di morte non è necessario alcun chiarimento), cresce nelle tue mani;
elefanti frustano l’aria
l’orizzonte di gomma arancio,
la terra sommersa nei campi. Non c’è bisogno di crederla
un’associazione fortuita. (Le tue ossa nere, la fontana,
le pinne rilassate, me lo figurano tutto diverso).

Quei soldati bipedi come corrono guarda appesi alla bufera –
ma cosa ce ne facciamo del pianeta! scompaiono, al diavolo
[al bivio.
Gonfio di miele il fazzoletto sul sedile posteriore vuoto
e dopo un’ora ne avevamo abbastanza e continua (non ne
[usciremo)
fumando e raccontando quand’ero tossicomane può continuare
con queste mani sempre pulite seppellivo disseppellivo i vivi ..

E continua fino alla fine del continente (e un poco oltre,
aperti gli occhi dentro l’acqua, attenti all’elica e al crampo,
se non ce la fai non importa tanto meglio non ti bagni non
[sanguini.

Nanni Balestrini

* in copertina
Wolfgang Tillmans