Un nuovo riciclo

Corriere dello Spirito

Il principio del successo di un calendario. Ho appena congedato con tante grazie l’insonnia. Le ho stretto la mano con una lieve inclinazione. L’alba cancella le libagioni notturne. Abbaglia con la lucidità impressionabile di un sole dal sonno profondo. Si corica nel sottomondo su un giaciglio un po’ macchiato eppure confortevole. Composto sulle riflessioni cullanti degli astri e se le idee hanno la consistenza ignea del pagliericcio, la qualità della requie non può essere messa in dubbio. Le idee ammonticchiate l’una sull’altra come a formare un trattato sull’emendazione della veglia, sostengono l’oreficeria onirica. Fumo un sigaro. Devo donare una qual certa inerzia al moto corporale e alla commozione sensata. Come una scheggia impazzita ha sperimentato, il corpo nel corso della notte, l’ubiquità. Lo si è ritrovato in ogni dove. L’eco diffonde la diagnosi del fuso orario, più che altro bisognerebbe definirlo come spazio sfuso. Mi rimetto in moto. Scorgo, con meraviglia, di non…

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