Yusef Komunyakaa e Prince Gyasi

[…] Tribù. Clan. Valle & riva di fiume. Paese. Continente. Aborigeni interstellari. Squadra. Plotone. Compagnia. Battaglione. Reggimento. Alveare & sciame. Colonia. Leggenda. Leggi . Ordinanze. Statuti Griglia di coordinate. Mappe. Longitudine. Latitudine. Linee di confino tracciate su polvere sconsacrata. Sestante & bussola. Libro mastro. Giuramento di lealtà. Pertanto. Qui suddetto. Esprit de corps. Sicura e carica. Centro del bersaglio. Bersaglio fallito. Piccolo Uomo. Grande Uomo. Cerchio nell’occhio. Baionetta. Conto delle vittime. Teschio & ossa. Loro. Tu

& Me. Noi. Dolcezza. Cara. Amore, parlavo ancora di guerra nel sonno? Vieni più vicino. Sì, puoi posare la testa sul mio petto.
La luna su un davanzale. Voglio coi baci rammendare tutte
le mie ferite, ma so anche che a volte il seme duole
per il rosso nel suolo. A volte. A volte ti tengo come lo scudo d’Achille, la tua bocca sulla mia, il mio tremore dentro il tuo cuore & il tuo sesso.

*

Quando le nostre mani carezzano proiettili & granate,
o indugiano su torrette & ali fiammanti
di aerei da ricognizione, restano nostre parvenze
sulla durezza lucida.
Cediamo pelle, capelli, sudore & impronte digitali.
Le catene di montaggio mormorano al nostro tocco,
& le mole registrano i nostri lamenti
& risa nel metallo vivido.

Ti tocco la faccia, il seno, il fiore
che tiene a fuoco un mondo. Ci diamo l’uno
all’altra, lasciando scivolare via la fatica
d’un giorno. Dopo, distesi sotto il cielo,
tocco la ferita di guerra a forma di mezzaluna. Sì,
ho ancora la più antica preghiera sulla punta delle dita.

*

Stanotte il vecchio duro lavoro dell’amore
s’è arreso. Non so sbottonare promesse
o cantare segreti nel tuo orecchio sinistro

sintonizzato a corde pizzicate che fremono.

No, ti prego. Non so sfidare il riflesso
di metallo sulla tua pelle & nei tuoi occhi,
rischiare di tessere alito fresco nella nebbia di guerra.
La rabbia degli alberi ė radicata nel suolo.

Fammi bere al tuo fiume di sospiri nuovamente
ritrovato, i tuoi sapienti incantesimi.
Fammi vedere se posso suonare questa chitarra

& tirar giù dalla croce la tua effige
di luce lunare, il fiore della passione in boccio
stampato sul panno trasparente della memoria.

*

Qualcuno picchia un prigioniero.
Qualcuno conta foglie rosse
che cadono da una finestra smorzato
in un paese segreto. Qualcuno
trattiene un fiume, ma una stilettata
lo fa picchiare sul pavimento di pietra.
L’inquisitore ordina all’uomo
di scavarsi la tomba con un cucchiaino da tè.

Colei che ama, il nome
ė morto ieri notte sulla sua lingua.
Per resuscitarlo, per staccare la mente
dal filo elettrico, ha detto, quasi
C’è un pappagallo in una casa blu
che sa la parola d’ordine, il nome d’una donna.

da Amore in tempo di guerra

Seduzione allegorica

Sono asceso così in alto
nel tuo cammino, scivolo
giù una cascata di anni.
Toccami, si ergono
montagne, & il piacere
ci strazia in una canzone.
Cieli di mercurio, questi uccelli
sopra i Four Corners
giù per Gallup & Window Rock
si accendono in nuvole.
Nessun dio può dirli
diversi. Nessuna mano
disconosce la nostra distanza
che s’avvicina, mentre porte s’aprono
sotto il mare.

Seni

Suonavano le nostre dita, l’un l’altro come una chitarra
blu insegnando al corpo che le mani facevano crescere il
cervello oltre la luce della caverna e la fortezza.
Profumavi di sassafrasso e di caprifoglio della Louisiana,
ma i tuoi seni erano due picchi mori sulla soglia di
Xanadu.Come un pesciolino rosso riflette la misura del
sui vaso o dello stagno erboso, quell’estate le mie mani
crebbero per adattarsi a curve.

Ho ancora mani da boscaiolo o stivatore. E, Cugina, tu
rimani silenziosa come il peccato. Ogni abbraccio conteneva
un vincolo di sangue. Spinti dai baci in un malinconico
sentimento, tutti e due c’innamorammo di vita e morte.
Tanti mesi, tanti baci, da dodici anni alla tomba…
il seno sinistro, il seno destro, una spaccatura fra mai più.
Ma, no, ancora non riesco a credere che Dio e Satana
lottino in ogni libbra di carne.

Quando tuo fratello me l’ebbe detto, rimasi lì in piedi, e
assaggiai l’intero oroscopo sulla lingua, come avessi
bisogno d’un sasso in ogni mano per ancorarmi sotto il cielo
rosso. Sì, rimasi là come Giuda, mancandomi quello che
avevo quasi avuto – il pane e il vino mai assaporati sotto
gli alberi gialli. Ma non rimprovererò alle mie mani d’aver
volato alto ad afferrare un pezzo di paradiso.

To do street

La musica divide la sera.
Chiudo gli occhi & vedo
uomini tracciare linee nella polvere.
L’America si fa largo nella membrana
di nebbia & fumo, & io sono di nuovo
bambino a Bogalusa. Insegne
Solo bianchi & Hank Snow. Ma stanotte
entro in un luogo dove le ragazze dei bar
svaniscono come uccelli tropicali. Quando
ordino una birra, la mama-san
dietro il banco fa finta di
non capire, e con gli occhi
sfiora ogni volto bianco, mentre Hank Williams
chiama dal jukebox psichedelico.
Abbiamo fatto la parte di Giuda dove
solo il fuoco della mitraglia
ci unisce. Giù nella strada
soldati neri non lasciano la posta.
Un cartello di divieto d’accesso mi attrae
più addentro nei vicoli mentre cerco
tenerezza dietro queste voci
ferite dalla bellezza & dalla guerra.
Prima, nella boscaglia di Dark To
& Khe Sanh, abbiamo combattuto
i fratelli di queste donne
che ora corriamo a stringere nelle braccia.
C’è più di una nazione
dentro di noi mentre soldati neri
& bianchi toccano le stesse amanti
a distanza di minuti, assaporando
il respiro l’uno dell’altro,
senza sapere che queste stanze
corrono l’una nell’altra come tunnel
che portano nell’oltremondo.

Diciamo

S’inchina – dunque
diciamo che Nilo è il suo nome
& è un nero d’Argentina.
Si china a guardarsi negli occhi
che fissano nada
da un limbo stellato,
bilanciando il suo mondo
su un ciglio.
Laggiù la sua sorte
si distilla in sbornia
& lui si vede camminare
sul pavimento del mare.
La piccola misera barca
beccheggia su e giù sulla sua testa.

A mezzogiorno qualcuno
ha già in controllo
il suo banco al mercato
dove il paese s’apre
in un tango ogni giorno cinto di rosso.

L’uomo nuovo, Vázquez,
che ha un’amante & una moglie
laggiù a cinque miglia di strada,
trascina la sua esposizione
di branzino, calamaro,
anguilla nera, traccia di sangue,
cantando “Para nosotros”
nella sua sommessa voce bianca

da Totem
Yusef Komunyakaa

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* in copertina La Pureté
Prince Gyasi
Tutte le foto sono dello stesso autore