“ .. in mare aperto/Nel niente” – Domenico Brancale e Pino Pascali

Bastava l’assenso

il tuo capo reclino verso il qui lontano
impediva il confronto

l’incofessabile sui tuoi lobi
staccati
dal predetto

sudore di canto a venire

parlavo la tua stessa lingua incompresa

come se potessimo ancora dire
è possibile resisterle.

da Controre
Domenico Brancale

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*in coperina
32 metri di mare circa
Pino Pascali

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Ecco, accettare l’inaccettabile è la sola cosa che io abbia realmente appreso davanti al mare. Un’onda rievoca il destino che non si compie. L’orizzonte, il passo di chi è caduto ma cammina. Quello che non posso essere più. Saperlo, questo viene dal rimpianto. E non ho ancora trovato la parola. Persino le ombre rabbrividiscono al canto del gallo. Non traditò il mio sangue. Una parola in un soffione sparpagliato dal vento. “Una spina tra le mani di Dio” Ho gli occhi spenti nella veglia. I galli continuano nel loro canto a bestemmiare il tempo. Qualcuno non smette di picchiare alla porta. Un amico che riposa di lato nella bara del mio pensiero. Quando non avrò mano per i versi. Quando sarò l’alibi di un’altra persona.

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Un giorno rimoriremo, uno contro l’altro
rinchiusi nella perfezione dell’essere.
Risarciremo il tempo della nostra presenza.
Sarà come per chi ritorna nel luogo dove non è mai nato.
Saremo forse più vivi che umani.

da Per diverse ragioni
Domenico Brancale