Canto di vita – Hugo von Hofmannsthal

 

La fonte profonda lo sa bene,
Ma una volta lo sapevano tutti,
Ora si aggira, balenante, un sogno.

 

 

Momento
 

La valle s’era empita di vapori
Grigi argento del crepuscolo, come quando la luna
Trapela dalle nuvole. Non era però notte.
Col vapore grigioargento della valle scura
Sfumavano i miei pensieri crepuscolari,
E quietamente sprofondavo in quel tramare
Di mari trasparenti, e abbandonai la vita.
Che meraviglia i fiori ch’eran là
Con cupi ardenti calici! Il folto de le piante,
Per cui una luce giallo-purpurea come di topazii
Penetrava a caldi fiotti e ardeva. Nel tutto
Dilagante saliva dal profondo,
Una musica che opprimeva il cuore. E questo, io lo sapevo,
Pur senza comprenderlo lo sapevo,
Questo è la morte. Che si è fatta musica,
Fortemente nostalgica, dolce e scuro ardente,
Prossima alla piú profonda tristezza.
Ma strano!
Una nostalgia senza nome piangeva senza suono
Nella mia anima, nostalgia di vita piangeva,
Come uno piange quando su grande nave
Con gigantesche vele gialle verso sera
Su acque blu cupo lungo la città
Patria, costeggiando passa. E ne vede
Le vie, ne sente gorgogliare le fontane, odora
Il profumo dei glicini, se stesso vede
Bambino, stare presso la riva, con occhi di fanciullo,
Che sono angosciati e vogliono piangere, vede
Per la finestra aperta luce nella sua camera –
Ma la grande nave lo porta
Oltre, scivolando senza suono sull’acqua blu cupo
Con gialle gigantesche vele di foggia straniera.

 

 

 

 

 

 

Alberto Sinigaglia
Alberto Sinigaglia

 

 

Ora buona
 

Sono qui sdraiato, sulla cima, mi sembra, del mondo,
Qui non ho una casa, e qui non ho una tenda!

Intorno a me sono le strade degli uomini,
Su per i monti e giú verso il mare:

Essi portano le mercanzie, che piacciono a loro,
Inconsapevoli che ognuna la mia vita contiene.

Portano in ceste di giunco e di erba
I frutti dei quali a lungo non mangiai:

Il fico, lo riconosco, e ora rintraccio il luogo,
Che continuava a vivere, benché da tanto dimenticato!

E se a me quella vita, bella, fu trafugata,
È rimasta nel mare, è rimasta nella campagna!

 

 

 

https://youtu.be/8GuylAhk0C4?si=3B6KKrBzQEWX7f3F

 

So we’ll go no more a-roving

E cosi non andremo più in cerca di avventure
nell’ora più tarda della notte
sebbene il cuore continui ad amare come prima
e la luna brilli con la stessa intensità

Perchè la spada dura più a lungo del fodero,
E l’anima consuma il petto
E il cuore deve fermarsi a riprendere fiato
E l’amore stesso deve trovare la sua pace

Sebbene la notte sia stata fatta per amare,
e il giorno ritorni sempre troppo presto
non andremo più in cerca di avventure
alla luce della luna.
 

Lord Byron (1830)

 

 

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* ph. Meghann Riepenhoff dalla serie Instar
* le ultime foto sono di Inka & Niclas e tratte dalla serie Becoming Winderness