La mia vita è un’astronave – I. Brodskij

Sulla mia vita.

Non riesco ad abbracciare la mia vita con uno squardo globale. Il modernista che è in me direbbe che è solo un mucchio di frammenti. Ma nemmeno questo mi convince. Direi piuttosto che la mia vita è una linea, se non altro perché a un certo punto finisce. Neanche tra i luoghi riesco a distinguere: Russia, America o altri. Alla fine ogni paese è un  continuum di spazio, e ogni giornata è un continuum di tempo. Si può provare nostalgia per qualcuno, per qualcosa. Poi con gli anni i sogni, la nostalgia, diventano più complicati. La mente diventa un collage. Per questo mi è difficile dare contorni netti ai ricordi. .. La vita è una partenza continua. Ogni giorno si va più lontano da cio’ che si è fatto, ogni giorno si va più lontano da se stessi. All’inizio, ovviamente, siamo più soggetti alla forza di gravita’, e tendiamo a tornare indietro. Ma poco a poco finiamo col trovarci in una navicella spaziale. Non ci attrae più la nostra casa, ma lo spazio aperto. Se dovessi definire la mia vita, forse la metafora più adatta sarebbe una astronave: ricordo la stazione-madre, non so il luogo dove andro’ a finire, ma è come se volessi andarci. Meno abitanti ci sono, più la cosa si fa interessante.