La ballata dell’oceano avvolto dal filo spinato

Addio budino di riso. Buoni per la benzina. Paglie messe da parte per le ziette.
Quattro stivali neri corrono accanto a un sole rosso. Per radio parole-lampo come Advance.
Quando l’oceano fu avvolto dal filo spinato e il terrore irradiò il cielo notturno,
nelle squadriglie l’euforia era a mille; scoprendosi il capo piangevano gli amici di Ma’.

Verso sud da quello che allora era il mondo coi nuovi fucili da parata
acclamati ammirati
per la divisa da corvé tre pasti al giorno e niente più propri piani,
si sentirono eroi fino ai Dio ti protegga, Tom! E Papà torna a casa!
Alla stazione, o
fino agli urrà per le ragazze dai barcarizzi e subito la costa sfumò
in pioggia.

ma poi furono scoppi d’urla da fagotti di sangue rotolanti sotto
il lamento funebre di bombe
mentre bombardieri da occhi d’insetto bruciavano vivi i loro equipaggi
in scadenti henna e bruno.
Mischiavano sangue e merda migliaia di pre-benestanti in irte rovine
di foresta scappando come scimmie
la paura e il poema agivano da vodka sul morale, la paura che tornava
alla gola ruminata.

E sonno in cima alle scorte, manici di piccone, lacrime contro un muro,
a volte motteggi scurrili, servendo otturatori inceppati, archiviando
souvenir,
o brusenti stazzi di umani larghi miglia, o petrolio in fiamme su navi
coricate nel ghiaccio,
coperti di cenci essere esplosi come da enormi conii di Obbligazioni
di Guerra, bocche di ragazze piene di grani di riso.

Non uno uno tornò a casa. Fumavano fantasmi, duecento al giorno. Spettri
tenevano i civili in soggezione,
perché la guerra, passate la fanfara e l’avventura, diventa impedire che
i tuoi
sappiano mai quel che hai imparato, fatto vedere, approvato e compiuto.
Per questo si muore. Di questo si nutrono giorno dopo giorno il nulla
e l’idiozia.

da Un arcobaleno perfettamente normale –
Les Murray

* in copertina
War Games –
Richard Hamilton