Lettera amorosa – Char

A volte penso che sarebbe bello annegare alla superficie di uno stagno dove nessuna barca si avventurerebbe mai. Poi resuscitare nella corrente di un torrente vero dove ribollono i tuoi colori. [..]

Le nostre parole ci arrivano con lentezza, come se, separate, contenessero linfa sufficiente per rimanere chiuse tutto l’inverno; o meglio, come se ad ogni estremità della silenziosa distanza, prendendo la mira, fosse loro impedito di lanciarsi e di congiungersi. La nostra voce corre dall’uno all’altra; ma ogni strada, ogni Pergola, ogni boscaglia, la attira a sé, la trattiene, la interroga. Tutto è pretesto per rallentarla.
Spesso non parlo che per te, affinché la terra mi dimentichi.

da Lettera amorosa –
René Char

* in copertina
“Violette sonne” –
Max Ernst