We can’t go home again – Nicholas Ray

  
Un regista da tempo insoddisfatto della vita nella capitale dei mercanti di sogni aveva abbandonato la scena per rifugiarsi tra le dune di un’isola del Mare del Nord ma la sua fuga fu interrotta da due giovani e simpatici artisti amici che lo avevano riportato sulla scena del conflitto, per le strade e alla corte federale di Chicago.

Si era innamorato e, poiché nel frattempo le sue fortune erano calate (crollate) era costretto a rimediare un po’ di soldi. Sua moglie aveva accettato un lavoro a New ùyork e insieme avevano battuto le strade sporche di neve della città, per cercare di montare il sonoro del film su Chicago, contando solo sulle proprie forze. Il regista non aveva altro modo che accettare un lavoro come docente di cinema in un collage a nord dello stato, dove arrivò con la ferma intenzione di farsi crescere il pizzetto, di comprare un bastone col manico ricurvo, di farsi una camminata per una strada tortuosa, di far colpo sugli studenti con la sua retorica e ponderosità, e di terminare nel frattempo la sua autobiografia.

Qualcosa, tuttavia, era cambiato, Anche gli studenti avevano lasciato perdere i conflitti della fine degli anni sessanta e si erano immersi in quelli che pensavano essere un ventre sicuro e sereno, dove non arrivava alcuna voce esterna, tanto meno quella di un regista di hollywood.

  
Una sera, poco dopo l’inizio del corso, tre studenti avevano fatto irruzione a casa del nuovo professore. Il regista-professore fece di tutto per spogliarsi dell’immagine del regista di Hollywood, in tutti i casi fece abbastanza per conquistarsi la fiducia degli studenti. Cominciano a raccontargli i loro pensieri e problemi; lui li tradusse in scene, chiedendo il permesso di filmarle, e loro furono d’accordo.

 

We can’t go Home again – trailer

Il risultato è un documento, non un documentario, un lungometraggio a colori dells storia della nostra gioventù di questi ultimi anni.
Gli attori principali sono Tom Farrel, Leslie Levinson, Richard Bock e, in diversi ruoli secondari, io stesso. Tipico eroe della mia generazione, interpreto la parte di un traditore.
 

 
E’ un film di grandi ambizioni, quanto a numero di persone e spettacolo, girato con formato panoramico (1 per 1.66), con attrezzature molto primitive, gli studenti come operatori, tecnici del suono, delle luci e di tutto il resto.

multiscreen experiment

È un’innovazione nel fare cinema, uno spettacolo a immagini multiple, che usa il videosintetizzatore di Nam June Paik e si basa sul concetto che il pensiero non segue linee rette, e che la pellicola non conosce né tempo né spazio, solo i confini dell’immaginazione umana.
 

New York, 1973

in Azione! Lezioni di Regia. –
Nicholas Ray

We can’t go Home again – estratto