I dischi di Guido Michelone: Mark Charig, Pipedream

Giacomo Verri Libri

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La ristampa su CD (Ogun Records) di quest’album, di cui è cambiata in parte la copertina (e vi è aggiunto un lungo brano finale), ci porta indietro con la memoria agli anni d’oro del jazz britannico: era il 1977, per l’esattezza il 14 e il 15 gennaio, quando tre musicisti all’epoca più o meno trentenni decidono di lavorare a un’opera singolare, usando la Chiesa di Santo Stefano a Southmead (nelle vicinanze di Bristol) come studio di registrazione: la ragione di tale scelta era duplice: da un lato impiegare l’organo a canne all’interno dell’edificio, dall’altro sfruttare i particolari spazi acustici dell’architettura religiosa: e infatti è soprattutto un dialogo a due tra l’organo suonato da Keith Tippett e la cornetta di Mark Herig; solo in un secondo momento interviene la bella voce sottile della cantante Ann Winter a rendere più rock un disco che in realtà è un rarissimo esempio di musica…

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