Il poeta deve bagnarsi sotto la pioggia – Tomi Kontio e Aki Kaurismaki

Avevo 27 anni quando, nel 1993, uscì la mia prima raccolta di poesie. Già da un decennio praticavo la vita del poeta, leggendo Neruda, Baudelaire, Bukowski e cercando di condurre la mia vita verso il caos, sotto l’influsso di sostanze non solo letterarie.
Ma il risultato più importante di quel decennio di noviziato non fu l’apprendimento di certi cliché bohémien, ma un’idea molto semalice: il poeta deve bagnarsi sotto la pioggia.
Il poeta deve esporsi, deve essere aperto, sia alla pioggia e al vento sia alla fragile tranquillità di una mattina d’estate, che d’un tratto scoppia in frammenti di luce e suoni.
Il poeta deve essere aperto anche alla gente nel mondo e al mondo nella gente. E se il poeta, osservando la gente e il mondo, nota che la pioggia è diventata salata e le gocce lacrime, egli deve fare ancora più attenzione a tenere chiuso il suo ombrello.
Viviamo circondati da un eccesso verbale: i dialoghi delle telenovele, la retorica politica, i tweet, e gli slogan creati dalle agenzie pubblicitarie. Anche se siamo diventati immuni a questo torrente di parole che ci circonda, non significa che esso non ci danneggi. Stiamo cambiando diventando come le parole che aleggiano inavvertite nella nostra cultura: sentimentali, agitatori ed agitati, venditori e bersaglio di attività commerciali.
Questo cambiamento è un modo per proteggersi. Ma è anche un modo per perdere qualcosa di se stessi, e del mondo.
Il poeta non deve cercare rifugio dietro le parole, ma attraverso quelle offrire se stesso al mondo. Parole zuppe di pioggia e bruciate dal sole. Parole che hanno sofferto e gioito, e sono abbastanza mature da sopportare i significati e l’indefinibile, il segreto, il mistero dell’essere.
Anche la poesia deve esporsi, essere sputata sul ciglio della strada, calpestata e abbandonata. E forse un giorno qualcuno la raccoglierà nel suo letto e la stringerà al petto: la prenderà come parole che riecheggiano la sofferenza, la gioia, le paure e i rimpianti del suo cuore.

Helsinki, 25.10.2013 Tomi Kontio

Impiccato

Piovono fantastiche storie russe
in serate come queste intarsiate di muffa,
quando pasteggiamo l’un l’altra
come un vino secco.
E leggiamo, perché il mondo
è una lunghissima lista della spesa,
cento storie e cento
serate tramate, e il tramonto
che penzola sotto la pioggia come un fuorilegge.

La nostra serata, la nostra
serata bagnata e tu
spogli l’orizzonte e metti ad asciugare
le sue calze sul termosifone,
in modo da poter sentire piovere
le fantastiche storie russe
sui campi e sul tetto e il morto
che si stacca dalle gocce
sfregando con vigore

Tomi Kontio

e poi cento storie russe, finlandesi o del mondo ed immagini, musiche e ” parole zuppe di pioggia e bruciate dal sole” ..

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* Tutte le immagini e le musiche sono tratte da alcuni film del regista finlandese Aki Kaurismaki

** L’immagine di copertina è tratta dalla copertina del libro “L’uomo senza passato” di Aki Kaurismaki, edito da Iperborea