Hart Crane e il jazz

[…] Qui rilucono ipnotismi d’ottone;
La gioia si sposta da un piede all’altro,
Magnetizzata al loro tremolo.
Questa dirompente opéra bouffe,
Benedetta scampagnata! Questo rimbalzo
Da una terrazza all’altra —
Sappiate, Olimpici, che siamo senza fiato
Mentre Cupidi neri scorazzano fra le stelle!

Mille piccoli sobbalzi ci bilanciano
In mezzo a minacciosi soprassalti di melodia.
Ombre bianche scivolano sul pavimento
Disseminate come carte aperte da una mano fiacca;
Ritmiche ellissi ci portano al galoppo
In un qualche luogo con un gallo insolente.

Accogli candidamente – ma intrepidamente
Il nuovo sollievo, le nuove sorprese
Che le cornette presentano a ogni giro –
E puoi cadere giù dalle scale con me
Con perfetta grazia e tranquillità.
O, malinconicamente, trasvolare oltre spiagge
Dove, per strani leggi armoniche
Tutti i familiari, freschi e sereni,
Siedono cullati su poltrone brevettate.

Oh, ho conosciuto paradisi metallici
Dove i cuculi chiocciavano ai fringuelli
Sopra le abili catastrofi dei tamburi.
Mentre risolini salutavano i rantoli della morte
Attraverso un vortice di tende ho visto
Gli incunaboli del grottesco divino.
Questa musica ha un modo che rilassa.
La sirena delle sorgenti della canzone colpevole –
Prendiamola sulla cera incandenscente

A strie di colore cangiante, nervosismi
Di cui siamo eredi: e ancora così giovane,
Non possiamo mostrarci accigliati se sorride,
Immergendosi qui in questa coltivata tempesta
Fra gli esili pattinatori dei cieli tenuti a giardino […]

dal Per il Matrimonio di Fausta ed Elena –
in Edifici Bianchi
Hart Crane