“… quell’inconcepibile potere sull’anima”

[…] teneva il mare dalla parte del cuore
senza darlo a vedere. l’ho vista di sfuggita. alzava il sopracciglio, scuoteva appena la testa.
le auguro di attraversare indenne
il caglio incandescente delle nuvole. le auguro di trovare il sole nella sua città senza mare
come quando scrivevo vedrai che quando torni ti faccio trovare

la luce che ti piace

da Io sono gli altri
in Giardino della gioia
Maria Grazia Calandrone

[…] Wangel (il quale sta in piedi vicino al tumulo di pietre) Cara Ellida, ora noi abbiamo un momento per noi soli –
Ellida Sì, vieni a sederti qui accanto a me.
Wangel (si siede) Qui siamo liberi e tranquilli. Parliamo un po’ noi, ora.
Ellida Di che cosa?
Wangel Di te. E anche del nostro rapporto, Ellida. Io vedo bene che non può continuare così.
Ellida Cosa dovrebbe diventare invece, secondo te?
Wangel Una intimità piena, cara. Una vita in comune fra noi, – come prima.
Ellida Oh, se si potesse! Ma è del tutto impossibile!
Wangel Credo di capirti. Da certe espressioni che tu di tanto in tanto hai lasciato cadere, io credo.
Ellida (violenta) Non pensarlo! Non dire che tu capisci —!
Wangel Oh sì. Tu hai una natura leale, Ellida.Tu hai l’animo fedele..
Ellida Sì, ce l’ho —
Wangel Ogni rapporto, nel quale tu possa sentirti sicura e felice, dev’essere un completo e pieno rapporto.
Ellida ( (lo guarda tesa) Ebbene, – e allora?
Wangel Tu non sei fatta per essere la seconda moglie di un uomo.
Ellida Da dove ti viene, questo, adesso?
Wangel Spesso ne ho avuto in me come un presentimento. Oggi mi è risultato chiaro. La commemorazione delle bambine. Tu hai visto in me una specie di complice. Orbene, i ricordi di un uomo non possono cancellarsi. Non i miei, in tutti i casi. Io non sono così.
Ellida Lo so. Oh, lo so benissimo.
Wangel Ma tu comunque ti sbagli. Per te è come se la madre delle bambine fosse ancora viva. Come se fosse presente, invisibile, tra di noi. Tu credi che il mio animo sia diviso egualmente tra te e lei. È questo pensiero che ti indigna. Tu vedi come qualcosa di immorale nel nostro rapporto. È per questo che tu non puoi più – ovvero non vuoi più vivere con me come mia moglie.
Ellida (si alza) Tu hai visto tutto questo? Sei penetrato in tutto questo?
Wangel Sì, oggi io sono finalmente penetrato nell’intimo di questo. Interamente fino in fondo.
Ellida Interamente fino in fondo, tu dici. Oh, non crederlo.
Wangel (si alza) Io so molto bene che c’è di più di questo, cara Ellida.
Ellida (angosciata) Sai che c’è di più?
Wangel Sì. C’è che tu non puoi sopportare l’ambiente qui. Le montagne opprimono e gravano il tuo animo. Qui non c’è abbastanza luce per te. Non abbastanza vasto il cielo intorno a te. Non abbastanza forza e pienezza nell’aria che circola.
Ellida Tu hai pienamente ragione in questo. Notte e giorno, inverno e estate, è su di me – questa nostalgia che mi attira verso il mare.
Wangel Io lo so bene, cara Ellida. (Posa la mano sopra il capo di lei.) E per questo la povera bambina malata tornerà a casa, nel suo elemento proprio.
Ellida Che cosa intendi dire?
Wangel Del tutto semplice. Ci trasferiamo.
Ellida Trasferiamo!
Wangel Sì. Fuori, in un luogo di fronte al mare aperto, – un luogo dove tu possa trovare il giusto focolare per il tuo animo.
Ellida Oh, caro, non pensarci! Questo è completamente impossibile. Tu non puoi vivere felice in nessun luogo al mondo se non qui.
Wangel. Quanto a questo, sarà quel che potrà. E inoltre, – tu credi che io possa vivere felice qui – senza di te?
Ellida Ma io sono ben qui. E resto qui. Tu mi hai.
Wangel Ti ho, io, Ellida?
Ellida Oh, non parlare di questo. Qui tu hai tutto ciò per cui tu vivi e respiri. Lo scopo dell’intera tua vita si trova precisamente qui.
Wangel Quando a questo, sarà quel che potrà, ti dico. Ci trasferiamo via di qui. Ci trasferiamo in qualche luogo laggiù. La questione è ora irremovibilmente decisa, cara Ellida.
Ellida Oh, ma cosa credi che guadagneremmo, con questo?
Wangel Tu riguadagnerai la salute e la pace dell’anima.
Ellida A mala pena. Ma tu, allora! Pensa anche a te stesso. Che cosa ci guadagneresti, tu?
Wangel Io riguadagnerei te, mia cara.
Ellida Ma tu non lo puoi! No, no, tu non lo puoi, Wangel! È questo, appunto, che è terribile, – che è desolante a pensarci.
Wangel Lascia che si faccia la prova. Se tu stai qua con pensieri di questo genere, certamente non c’è salvezza per te se non — andandotene lontano di qua. E questo, prima sarà, meglio è. La questione è ora irremovibilmente decisa, ascoltami.
Ellida No! Allora, piuttosto, in nome del cielo, ti parlo chiaro di ogni cosa. Così com’è.
Wangel Sì, sì, – fallo dunque!
Ellida Perché tu non devi renderti infelice a causa mia. Tanto più che questo non ci giova comunque minimamente.
Wangel Io ora ho la tua parola che mi dirai ogni cosa – così com’è.
Ellida Te lo dirò come meglio posso. E così come mi sembra di sapere. – Vieni a sederti qui, vicino a me. (Si siedono sulle pietre.)
Wangel Orbene, Ellida? Dunque?
Ellida Il giorno in cui tu venisti laggiù a chiedermi se potevo e volevo appartenere a te, — allora tu parlasti apertamente e così lealmente del tuo primo matrimonio. Era stato così felice, tu dicesti.
Wangel Lo è stato, in effetti.
Ellida Sì, sì, io lo credo bene, caro. Non è per questo che ne faccio menzione ora. Io voglio soltanto ricordarti che anch’io, da parte mia, sono stata sincera con te. Io ti dissi del tutto francamente che una volta nella mia vita avevo voluto bene a un altro. Che si era arrivati a – a una specie di fidanzamento tra di noi.
Wangel Una specie —?
Ellida Sì, qualcosa di simile. Comunque durò poco. Lui partì. E più tardi io troncai. Tutto questo io te lo dissi.
Wangel. Ma, cara Ellida, perché ritorni su questa cosa? In fondo non mi riguarda per nulla. E io non ti ho mai domandato nemmeno una volta chi fosse.
Ellida No, non lo hai fatto. Tu sei stato sempre pieno di riguardi con me.
Wangel Oh, in quel caso –. Avrei quasi potuto dire io stesso il nome.
Ellida Il nome!
Wangel Laggiù, a Skjoldviken e nei dintorni, non c’erano molti tra cui indovinare. Anzi, per meglio dire, ce n’era soltanto uno —
Ellida Tu credi certo che fosse – Arnholm.
Wangel Sì, non era forse –?
Ellida No.
Wangel No? Sì, allora, innegabilmente la mia intelligenza non capisce più niente.
Ellida Forse tu puoi ricordare che una volta, nel tardo autunno, arrivò una grande nave americana a Skjoldviken per avarie?
Wangel Sì, me lo ricordo bene. Fu a bordo che un mattino vi trovarono il capitano ammazzato nella cabina. Andai io stesso a fare l’autopsia del cadavere.
Ellida Sì, ci andasti.
Wangel Fu ben il secondo ufficiale che lo aveva ammazzato.
Ellida Nessuno può dirlo! Non venne mai fuori.
Wangel Non c’è nessun dubbio comunque. Perché altrimenti andò ad annegarsi, come fece?
Ellida Non si annegò. Se ne partì su un bastimento che andava verso il nord.
Wangel (stupito) Da chi sai questo?
Ellida (vincendo se stessa) Sì, Wangel, – perché è quel secondo ufficiale colui con il quale io mi ero – fidanzata.
Wangel ( sobbalza ) Che cosa è che dici! Questo non può essere possibile!
Ellida Sì, – è così. È stato con lui.
Wangel Ma per tutto il mondo, Ellida –! Come ti è potuta venire in mente una cosa simile! Andare a fidanzarti con un tipo simile! Con un individuo completamente sconosciuto – Com’è che si chiamava?
Ellida Allora si chiamava Friman. Dopo, nelle lettere, si firmava Alfred Johnston.
Wangel E di dove era, lui?
Ellida Di lassù, del Finmarken diceva. Peraltro era nato in Finlandia. Aveva dovuto emigrare da bambino – con suo padre, credo.
Wangel Dunque un finno.
Ellida Sì, li chiamano così.
Wangel Che cosa sai d’altro su di lui?
Ellida Solo questo, che era andato precocemente in mare. E che aveva fatto dei lunghi viaggi.
Wangel Niente altro che questo?
Ellida. No. Noi non parlavamo mai di queste cose.
Wangel Di che cosa parlavate?
Ellida Parlavamo soprattutto del mare.
Wangel. Ah –! Del mare dunque?
Ellida Delle tempeste e delle bonacce. Delle notti tenebrose sul mare. Dei giorni di sole luccicanti sul mare parlavamo anche. Ma soprattutto parlavamo delle balene e dei delfini e delle foche che sono solite sdraiarsi sugli scogli al calore del mezzogiorno. E così parlavamo dei gabbiani e delle aquile e di tutti gli altri uccelli marini che tu sai. –Pensa, – non è strano, – quando parlavamo in questo modo, mi sembrava che sia gli animali marini che gli uccelli marini fossero imparentati con lui.
Wangel E tu stessa —?
Ellida Sì, mi sembrava quasi che anch’io arrivassi a imparentarmi con tutti loro.
Wangel Sì, sì. – E così dunque ti fidanzasti con lui?
Ellida Sì. Lui diceva che io dovevo farlo.
Wangel Dovevi? Non avevi quindi la tua propria volontà?
Ellida No quando lui era vicino a me. Oh, — dopo mi sembrava che fosse del tutto inconcepibile.
Wangel Sei andata spesso insieme a lui?
Ellida No, non è stato affatto spesso. Un giorno è venuto da noi a vedere il faro. Per questa via ho fatto conoscenza con lui. E dopo ci siamo incontrati di tanto in tanto. Ma poi arrivò la faccenda del capitano. E così dovette partirsene.
Wangel Sì, sì, dimmi un po’ di più su questo!
Ellida Era di buon’ora, al chiarore grigio dell’alba – quando ricevetti un biglietto da lui. Stava scritto che dovevo andare da lui a Bratthammeren, – tu sai, il promontorio fra il faro e Skjoldviken.
Wangel Sì certo, certo, — lo conosco bene.
Ellida Dovevo andarci subito, scriveva, perché voleva parlarmi.
Wangel E tu andasti?
Ellida Sì. Non potevo fare altrimenti. Allora mi raccontò che aveva trafitto il capitano nella notte.
Wangel Dunque l’ha detto lui stesso! Ha parlato chiaro!
Ellida Sì. Ma aveva fatto soltanto ciò che era giusto e retto, disse lui.
Wangel Giusto e retto? Perché allora l’ha trafitto?
Ellida Non ha voluto dirlo. Disse che non era una cosa da ascoltare che facesse per me.
Wangel E tu lo hai creduto sulla sua unica e semplice parola?
Ellida Sì, non mi è passata per la mente altra idea. Comunque dovette partirsene. Ma al momento di dirmi addio –. No, tu non potrai mai immaginare che cosa ha inventato.
Wangel Ebbene? Dimmi, dunque!
Ellida Prese dalla tasca un cerchietto per le chiavi e levò dal suo dito un anello che usava portare. Mi prese parimenti un piccolo anello che avevo. Questi due anelli li infilò insieme nel cerchietto per le chiavi. E poi disse che ora noi dovevamo consacrare le nozze davanti al mare.
Wangel. Consacrare le nozze –?
Ellida Sì, così disse lui. E con ciò lanciò il cerchietto con gli anelli, con tutta la sua forza, più lontano che poté, nel profondo.
Wangel E tu, Ellida? Hai acconsentito a questo?
Ellida Sì, figurati, – mi sembrava, allora, che fosse così come doveva essere. – Ma, Dio sia lodato, – egli poi partì.
Wangel E quando fu andato via —?
Ellida Oh, tu puoi ben pensare che presto ritrovai il senno. Arrivai a rendermi conto di quanto completamente pazzo e assurdo fosse stato tutto ciò.
Wangel Ma tu prima hai parlato di lettere. Hai avuto dunque sue notizie, dopo?
Ellida Sì, ho avuto sue notizie. Dapprima ho ricevuto qualche breve riga da Arcangelo. Mi scriveva solo che voleva andare in America. E poi specificava dove io avrei potuto spedirgli la risposta.
Wangel L’hai fatto?
Ellida Subito. Gli scrissi naturalmente che tutto doveva essere finito fra di noi. E che lui non doveva più pensare a me, così come io non avrei mai più pensato a lui.
Wangel Ma lui comunque scrisse ancora?
Ellida Sì, scrisse ancora.
Wangel E cosa rispose a ciò che tu gli avevi fatto sapere?
Ellida Non una parola su questo. Era come se io non avessi per niente rotto con lui. Mi scriveva, assolutamente calmo e tranquillo, che dovevo aspettarlo. Quando avrebbe potuto accogliermi, me lo avrebbe fatto sapere. E allora io avrei dovuto subito raggiungerlo.
Wangel Dunque non voleva lasciarti?
Ellida No. Così io scrissi di nuovo. Quasi parola per parola le stesse cose della prima volta. O ancora più duramente.
Wangel E ha ceduto, allora?
Ellida Oh, no, non crederlo. Scrisse tranquillamente come prima. Non una parola sul fatto che io avessi rotto con lui. Così compresi bene che era inutile. E perciò non gli scrissi mai più. […]
Wangel Quell’uomo ha avuto un potere straordinario su di te, Ellida.
Ellida Oh, sì, sì. Quell’individuo tremendo!
Wangel Ma non devi pensarci più. Mai! Promettimelo insomma, mia cara, benedetta Ellida! Ora tenteremo un’altra cura per te. Un’aria più fresca di quella di qui, nei fiordi. L’aria marina, salmastra, sferzante, pensa! Che ne dici?
Ellida Oh, non parlare di questo! Non pensare a niente di simile! Non c’è nessun aiuto per me in questo. Io lo sento così bene, – non mi libererò di questo neanche laggiù.
Wangel Di che cosa? Cara, — di che cosa, propriamente, intendi dire?
Ellida Di quella cosa tremenda, intendo dire. Di quell’inconcepibile potere sull’anima […]

da La donna del mare
Henrik Ibsen

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in copertina
Sarah Horsfield
Craigie Horsfield, 1975

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