Note di ascolto (II) – Thelonious Monk

La dimora del tempo sospeso

Thelonious Monk

Antonio Scavone

Note di ascolto (II) – Thelonious Monk
(Misterioso)

     Eccentrico, anticonformista, singolare, guru di se stesso, innovatore enigmatico, esecutore inimitabile, pianista eclettico: tutto questo era Thelonious Monk (1917-82).
     Nella galassia jazz tra il 1940 e il 1970, Monk è stato inavvicinabile, eremitico, imprevedibile e soprattutto laconico: la tecnica pianistica è stata eccellente e spesso indecifrabile, dal virtuosismo esemplare alle divagazioni disarmoniche, dall’avanguardia inafferrabile al narcisismo monologante. Non lo aiutavano il suo atteggiamento (distaccato e solitario), il suo repertorio di volta in volta rigenerato, addirittura il suo abbigliamento da sciamano o da “diplomatico” in livrea. Irreprensibile sempre, inavvicinabile, insondabile ma il suo jazz, come ha sempre dichiarato, è sempre stato all’insegna della libertà.

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