Asuka

ANDREA GRUCCIA

Dicono che io e Asuka siamo dei dormiglioni, ma noi riposiamo spesso perché non abbiamo mai riposato così profondamente. Ho conosciuto Asuka al Festival dell’Oriente, in mezzo a tantissima gente, alla confusione di chi brulica in cerca di novità, lei se ne stava lì a presentare i suoi bonsai. Ne deve passare di acqua sporca sotto i ponti prima che questa diventi limpida, e cominci a scorrere con la calma delle anitre e dei giunchi di bamboo. Asuka era l’affluente incontaminato. Appena l’ho vista sembravamo così distanti, ho osservato i suoi bonsai, in particolare un cotogno appena fiorito, come gli occhi delle giapponesi, che sembrano sempre sul punto di sbocciare. Per farla breve ora io e Asuka stiamo assieme, si è fermata qui a tempo indeterminato, ci siamo presi bene, mi ha potato i capelli, mi ha vaporizzato la cute secca, mi ha trattato come un bonsai mezzo andato, mi…

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