William Stanley Merwin e Walt Dickerson

 

Mi porterò dietro il vuoto delle mani
Ciò che non hai lo trovi ovunque

 

*

 

Avena selvatica
 

Osservando il primo raggio di sole
sfiorare la cima delle palme
cosa potrei chiedere

Le perle sono sparite tutte
dal vecchio filo
e al filo non mancano

Le figlie della memoria
non pronunciano mai
il proprio nome

Nella lingua del paradiso
l’angelo disse
va’ fatti il tuo giardino

Sogno di essere qui
al mattino
e il sogno è proprio il suo tempo

Guardo nel vecchio pozzo
e vedo il mio volto
poi un altro dietro

Eccomi
nuvole mattutine
nel vento da levante

In giardino non c’è nessuno
le margherite autunnali
hanno la giornata per sé

Tutta la notte nella valle buia
il rumore della pioggia che arriva
da un altro tempo

Settembre quando il vento
cade e a noi pare
che i giorni siano in attesa

Mi sono serviti i miei errori
nel loro ordine
per condurmi qui

Ecco qui il plenilunio
che ci porta
il silenzio

Chiamo amico quell’uccello canterino
per quanto io non sappia altro di lui
né lui sappia che io esisto

Cos’è che mi scordo di continuo
ecco m’è sfuggito ancora
proprio adesso

Devo continuare a ripetermi
perché me ne vado di nuovo
non sembro prestare attenzione

Da giovane credevo nell’altrove
confidavo nel viaggio
adesso sto diventando il mio albero
 

da L’Essenziale Vol.Il –
William Stanley Merwin

 

Evening landscape – Piet Mondrian

 

 

 

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+ in copertina “Another Finger on My Feet”
ph. Ludovica De Santis
** in versi in cima sono dello stesso poeta