Mi porterò dietro il vuoto delle mani
Ciò che non hai lo trovi ovunque
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Avena selvatica
Osservando il primo raggio di sole
sfiorare la cima delle palme
cosa potrei chiedere
Le perle sono sparite tutte
dal vecchio filo
e al filo non mancano
Le figlie della memoria
non pronunciano mai
il proprio nome
Nella lingua del paradiso
l’angelo disse
va’ fatti il tuo giardino
Sogno di essere qui
al mattino
e il sogno è proprio il suo tempo
Guardo nel vecchio pozzo
e vedo il mio volto
poi un altro dietro
Eccomi
nuvole mattutine
nel vento da levante
In giardino non c’è nessuno
le margherite autunnali
hanno la giornata per sé
Tutta la notte nella valle buia
il rumore della pioggia che arriva
da un altro tempo
Settembre quando il vento
cade e a noi pare
che i giorni siano in attesa
Mi sono serviti i miei errori
nel loro ordine
per condurmi qui
Ecco qui il plenilunio
che ci porta
il silenzio
Chiamo amico quell’uccello canterino
per quanto io non sappia altro di lui
né lui sappia che io esisto
Cos’è che mi scordo di continuo
ecco m’è sfuggito ancora
proprio adesso
Devo continuare a ripetermi
perché me ne vado di nuovo
non sembro prestare attenzione
Da giovane credevo nell’altrove
confidavo nel viaggio
adesso sto diventando il mio albero
da L’Essenziale Vol.Il –
William Stanley Merwin

Evening landscape – Piet Mondrian
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+ in copertina “Another Finger on My Feet” –
ph. Ludovica De Santis
** in versi in cima sono dello stesso poeta
